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La gestione delle classi nell’odontoiatria restaurativa quotidiana e le Cavità MOD

INTRODUZIONE

Nell’odontoiatria restaurativa quotidiana, tutti dobbiamo gestire I o II classi e le Cavità MOD.
Sebbene alcuni di questi restauri siano più complessi di altri, importante è avere un buon protocollo da seguire, buoni strumenti e qualche trucco a portata di mano.

Figura 1
Questo paziente è venuto in studio per gestire lo spazio interprossimale tra 25 e 26, a causa di una lesione cariosa secondaria su 25.

spazio interprossimale tra 25 e 26

Figura 2
Ogni volta che si deve gestire la preparazione di un dente prima del restauro, isolare con la diga di gomma per ottenere:

  • un maggior contrasto e migliorare così il nostro controllo sui dettagli.
  • avere la garanzia di una buona adesione.
dente prima del restauro

Figura 3  – Alcune fasi della preparazione:

  • Scegliere e inserire il cuneo in legno.
  • Iniziare a preparare partendo dal centro del vecchio restauro verso la parete distale.
cuneo in legno

Figura 4

  • Cercare lo smalto sano.
  • Pulire e lucidare la dentina.
smalto sano dentina

Figura 5  – Modifica e lucidatura del dente adiacente alla cavità.
Prestare attenzione al dente adiacente: per garantire un buon punto di contatto.
Potrebbe essere necessario modificare la parete adiacente per posizionare correttamente la matrice.

modifica e lucidatura del dente adiacente alla cavità

Figura 6  – Vista occlusale per verificare l’ottimale inserimento della matrice.
Un buon modo per osservare questo aspetto è osservare i denti in vista laterale (fig. 5) e con una buona vista occlusale; questo passaggio è molto utile per pre-visualizzare se una matrice si possa adattare senza deformarsi.

vista occlusale inserimento della matrice

Figura 7– Passaggi adesione.
Dopo aver posizionato la matrice e l’anello (Polydentia), lo smalto viene mordenzato e poi mordenzata
la cavità su cui fare adesione (iBond di Kulzer).

polydentia e iBond di Kulzer

Figura 8 – Composito fluido sul margine dello smalto.
Gestire il punto più profondo della cavità con un composito fluido può essere molto utile.
In questo caso è stato utilizzato Venus Bulk Flow ONE Kulzer per riempire il punto in cui il margine dello smalto incontra la matrice.

Venus Bulk Flow ONE Kulzer

Figura 9 – Costruzione parete prossimale.
Con la dentina Venus Pearl OMC Kulzer è stata ricostruita la parete interprossimale.
Grazie al kit LM Arte è possibile posizionare il composito nella cavità con lo strumento Modella quindi condensarlo utilizzando lo strumento Condensa. Lo strumento Misura Posterior può quindi essere utilizzato per uniformare l’altezza della cresta prossimale.

Venus Pearl OMC Kulzer

Figura 10 – Dettagli della parete prossimale.
Gli strumenti Modella e Fissura possono essere utilizzati per migliorare l’inclinazione del margine coronale.

dettagli della parete prossimale

Figura 11 – Build up prossimale dopo polimerizzazione con matrice appiattita.
Dopo il primo ciclo di polimerizzazione, l’apertura della matrice può essere utile per ottenere una migliore polimerizzazione con un secondo ciclo.

Build up prossimale

Figura 12 – Modellazione occlusale.
Ora puoi gestire la I classe con il composito A2 Venus Pearl Kulzer:

  • prima il lato palatale.
  • secondo lato vestibolare.
Modellazione occlusale

Figura 13 – Prima fase rifinitura con gommino Kulzer.
Una buona lucidatura è obbligatoria. Qui la rifinitura è stata eseguita prima con il gommino rosa Venus Supra Kulzer.

Prima fase rifinitura con gommino Kulzer

Figura 14 – Seconda fase di lucidatura con gommino Kulzer.
Seguita dalla lucidatura con gommino grigio Venus Supra Kulzer.

Seconda fase di lucidatura con gommino Kulzer

Figura 15 – Check up dopo il restauro e rimozione della diga di gomma.
Controllare il restauro dopo la rimozione della diga di gomma.

Check up dopo il restauro e rimozione della diga di gomma

Figura 16 – Controllo a due settimane dopo il ripristino dei molari superiori.
Richiamo a due settimane e controllo occlusale.

Richiamo a due settimane e controllo occlusale
Richiamo a due settimane e controllo occlusale

CONCLUSIONI

Anche nella gestione di casi semplici come questo, è necessario un protocollo operativo per raggiungere un risultato finale soddisfacente.
È possibile applicare questo protocollo operativo anche a casi più difficili, considerando che ogni caso, anche quello più complesso, si semplifica quando si scompone in passaggi singoli più semplici. Se questi passaggi sono chiari, ottenere il risultato diventa facile.

Relativamente a questo caso, ecco i punti salienti da tenere a mente:

  1. Scatta una foto prima, sempre!
  2. Metti la diga di gomma, sempre!
  3. Metti il cuneo prima di aprire la cavità in modo da creare un cuneo personalizzato!
  4. Se devi ricostruire entrambe le pareti prossimali, fai attenzione: distruggine e ricostruiscine una per una! Potresti pensare che stai perdendo tempo, ma ti assicuro, il check occlusale ti farà risparmiare tempo!  La parete interprossimale di contatto merita davvero un’occhiata approfondita per comprendere l’altezza di quello che devi ricostruire. La Misura Posterior del kit LM Art è lo strumento da utilizzare per questo scopo, ma ti serve il dente adiacente per avere una visione completa.
  5. Prima di ripristinare una parete prossimale, è d’obbligo pulire e modificare (se necessario) la superficie del dente adiacente. Il margine gengivale ha quasi sempre molto placca che si attacca su di esso, e la forma e l’inclinazione dovrebbero essere rese ideali prima di procedere al restauro. È possibile utilizzare un disco SofLex e/o un manipolo EVA alternativo per garantire un buon punto di contatto.
  6. Utilizzare un buon sistema a matrice per garantire un corretto punto di contatto (Polydentia UNO)
  7. Usa diversi tipi di composito per aiutarti ad eseguire le diverse parti di un restauro. Venus Bulk Flow ONE Kulzer è perfetto per sigillare lo spazio dove il margine incontra la matrice a causa del suo adattamento e della sua fluidità, OMC Venus Pearl Kulzer per la parete interprossimale è perfetto per la sua opacità, A2 Venus Pearl per la parte occlusale è il composito giusto per la sua maneggevolezza.
  8. Non dimenticare che, se un composito ha una buona maneggevolezza è dovuto alle sue proprietà, certo, ma anche agli strumenti che usi per gestirlo! Il kit LM Art è ideale per aiutarti a creare un’anatomia naturale.
  9. La fase di lucidatura è fondamentale, e i gommini Kulzer Venus Supra rosa e grigi, utilizzati in questo caso, conferiscono al restauro un aspetto naturalmente lucido.

Bibliografia

1. Manauta J, Salat A. Layers, An atlas of composite resin stratification. Quintessence Publishing, 2012 2. Opdam NJ, van de Sande FH, Bronkhorst E, Cenci MS, Bottenberg P, Pallesen U, Gaengler P, Lindberg A, Huysmans MC, van Dijken JW. Longevity of posterior composite restorations: a systematic review and meta-analysis. J Dent Res. 2014 Oct;93(10):943-9 3. Dietschi D, Spreafico R. Restauri adesivi non metallici. Attuali concetti per il trattamento dei denti posteriori. Scienza e Tecnica Dentistica Passirana di Rho, 1997; br., pp. 215 4. Magne P. IDS: Immediate Dentin Sealing (IDS) for tooth preparations. J Adhes Dent. 2014 Dec;16(6):594. doi: 10.3290/j.jad.a33324 KULZER_

Dottor Tommaso Brunelli
Dottor Tommaso Brunelli
Tommaso Brunelli si è laureato in odontoiatria a Brescia nell’Ottobre 2016. È Ordinary Junior Member dell’Accademia Italiana di Odontoiatria. Lavora a Bergamo e Brescia, con un focus particolare sull’odontoiatria restaurativa e l’endodonzia.

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