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DEEP MARGIN ELEVATION: Tips & tricks per il rialzo del gradino cervicale

Quante volte ci è capitato di dover rimuovere una lesione cariosa interporssimale molto profonda, così profonda da portarti talvolta a strappare la diga di gomma, rendendo molto complicato l’isolamento del gradino cervicale?

Prima di tutto ricordarsi che, quando si approccia una lesione cariosa che si estende in profondità nella zona interprossiamle, è buona norma inserire un cuneo di legno prima di iniziare a preparare la cavità: esso infatti proteggere la nostra diga di gomma dalla fresa, impedendole di lacerarla.

Deep Margin Elevetion: consigli utili

Rimossa la lesione cariosa in cui il gradino sembra essere non isolabile, prima di smontare la diga per valutare un approccio chirurgico, potrebbe essere utile provare una di queste tecniche:

  1. Prova lo stesso ad inserire una matrice sezionale, facendo spostare dall’assistente il setto di diga interprossimale: esistono matrici di diverse altezze, alcune delle quali presentano un aletta nella zona cervicale che ne migliora l’inserimento nelle zone interprossimali
  2. La classica automatrice, che non è adatta a creare un punto di contatto, è invece perfetta per rialzare un gradino cervicale profondo. Se la diga continuamente si inserisce tra matrice e dente, prova a tagliare con una forbice il setto di gomma: noterai una maggiore facilità nell’isolamento. E se l’automatrice non chiude a sufficienza, aggiungici un cuneo di legno
  3. Capitano situazione in cui, provando diverse tecniche di rialzo del gradino cervicale, si raggiunge la chiusura del gap con una matrice sezionale. Ma sappiamo che, inserendo un cuneo di legno od un anello di metallo, potremmo alterare questo equilibrio di isolamento: può quindi essere utile scegliere la diga liquida, oppure il composito flowable Venus Bulk Fill, per stabilizzare la matrice
  4. Talvolta, in presenza di un gradino cervicale profondo, può capitare di riuscire ad “invaginare” la diga, rischiando però di perdere tale sigillo inserendo una matrice. In questi casi si può semplicemente usare la diga stessa come matrice per rialzare il gradino cervicale e poi, successivamente inserire una matrice.
  5. Può verificarsi una situazione in cui l’automatrice non arriva sufficientemente in profondità: utile può essere abbinare ad essa una matrice sezionale inserire tra l’automatrice ed il gradino cervicale, spinta più in profondità rispetto all’automatrice stessa.
  6. Quando sia la matrice sezionale che l’automatrice si piegano a livello del gradino cervicale, servirebbe una matrice più spesso e più rigida: una striscia abrasiva metallica può svolgere le sue veci. Essa infatti è molto rigida e spessa e, tagliandola in modo tale da avere un lato appuntito direzionato apicalemente, è facilmente posizionabile tra diga e gradino cervicale profondo. Ricorda che essa stampa un profilo di emergenza dritto sul dente, quindi non è adeguata a creare un punto di contatto, ma solo il rialzo del gradino cervicale
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Dottor Edoardo Fossati
Dottor Edoardo Fossati
Laureato in Odontoiatria e Protesi con votazione 110/110 lode e dignità di stampa nel 2015, con tesi pubblicata su una rivista internazionale del settore nel 2018. Specializzato in Odontoiatria Restaurativa Estetica ed in Implantologia con frequenza corsi nazionali ed internazionali dal 2016 al 2017. Master Universitario di II livello in Oral Medicine and Oral Pathology con votazione di 110/110 con lode nel 2017 presso l’Università degli studi di Torino e l’International Postgraduate Program in Chirurgia Parodontale all’Università Vita Salute San Raffaele di Milano nel 2018. Tutor e relatore presso corsi e conferenze nazionali, principalmente di Restaurativa estetica, Implantologia e Patologia Orale. Svolge attività di chirurgo orale come volontario presso strutture ospedaliere ed in missioni internazionali.

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